Che cosa sono gli impianti fotovoltaici

Gli impianti fotovoltaici sfruttano l’effetto fotovoltaico, basato sulle proprietà di alcuni materiali semiconduttori che, se opportunamente trattati, sono in grado di produrre elettricità quando vengono colpiti dalla radiazione solare.


Le celle fotovoltaiche sono costituite da sottili strati di materiale fotovoltaico (tipicamente Silicio), opportunamente trattato e fornito di elettrodi per il collegamento. I pannelli fotovoltaici sono composti da numerose celle montate in un telaio e protette dalle intemperie da uno strato di vetro temperato. Alcuni moduli fotovoltaici sono realizzati depositando direttamente lo strato di materiale sensibile su un supporto, in genere costituito da una lastra di vetro.

 
I moduli vengono montati affiancati e gli impianti fotovoltaici devono essere inclinati e orientati verso Sud, in modo da catturare la maggior radiazione solare possibile durante tutto l’arco della giornata. L’inclinazione dipende dalla latitudine (aumenta all’aumentare della distanza dall’equatore) e per il territorio italiano è di circa 30°.

 

    I pannelli fotovoltaici possono essere montati con le seguenti modalità:

    • Su tetti inclinati, fissandoli sopra le tegole oppure integrandoli nel tetto stesso;

    • Su tetti piani mediante appositi supporti inclinati;

    • A terra, con appositi supporti inclinati;

    • In speciali strutture ad inseguimento solare, che fanno ruotare il pannello seguendo il percorso del sole durante la giornata.

     
    Per un kWp (kilowatt di picco) di energia fotovoltaica sono necessari dai 7 agli 8 m2  di pannelli in silicio policristallino, che è attualmente il prodotto più utilizzato. Altre tipologie di pannelli possono richiedere maggiori superfici.

     
    L’energia elettrica prodotta dai pannelli fotovoltaici è di tipo continuo e a bassa tensione. Non è quindi compatibile con l’energia elettrica a corrente alternata a 220 V delle nostre abitazioni. Per questo motivo, I pannelli fotovoltaici vengono collegati alla rete domestica mediante uno speciale dispositivo che trasforma l’energia elettrica prodotta, chiamato inverter.

     
    Per rendere possibile lo scambio dell’energia elettrica con la rete di distribuzione e per calcolare l’energia prodotta o richiesta dal gestore, è necessario installare un contatore per l’energia prodotta dall’impianto e un altro per l’energia non consumata direttamente e immessa in rete. La lettura di queste misurazioni rende possibile la regolazione dei rapporti economici con l’ente erogatore e con il sistema di incentivazione (Conto Energia).


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